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DEBUTTO DEL MEDI ALLE OLIMPIADI REGIONALI DEL DEBATE DI ANCONA

UNA PERFORMANCE DI TUTTO RISPETTO PER UNA SQUADRA AGGUERRITA E TENACE,  TUTTA AL FEMMINILE

Il nome anglofono può fuorviare. Il debate, la new entry nelle metodologie didattiche della scuola italiana, è in realtà un retaggio del mondo classico. Ma, prima di tutto, che cos’è propriamente il debate? E’ una discussione, un vero e proprio dibattito, nel quale due squadre, composte generalmente da tre membri ciascuna, sostengono e controbattono un claim (un’affermazione), schierandosi tra i favorevoli o tra i contrari. La discussione è però limitata da una semplice regola: la posizione assunta dalle due squadre non è una scelta libera, ma assegnata da un corpo di giudici. Oggi i più decisi promotori di questa disciplina sono i paesi anglosassoni (negli USA è una materia curricolare nelle scuole), ma i primi public speaking formali si verificavano già nell’Atene del V secolo a.C., vero grande teatro dell’arte oratoria classica.

Anche in questa occasione il nostro liceo ha voluto mettersi in gioco su questo nuovo format di dialogo, con una squadra tutta al femminile (Sara Andreozzi e Alexandra Bastari della 4ALi e Consuelo Centurelli della 3BLi) che ha partecipato alle Olimpiadi regionali del Debate, tenutesi questa mattina presso l’Istituto Savoia-Benincasa di Ancona. Una competizione a cui hanno preso parte dodici istituti provenienti da tutte le Marche. Le debaters del Medi si sono misurate con un claim non facile: Il denaro investito nell’esplorazione spaziale è sempre ben speso.

 

Non ha importanza la posizione raggiunta dalla nostra squadra che, nonostante i vivi complimenti dei giudici, non avrà accesso alle finali nazionali del prossimo autunno, a cui invece parteciperà il Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Jesi in rappresentanza della regione. E’ invece non di poco conto la consapevolezza di aver brillato in una strategia formativa con cui non si è in confidenza, quasi sconosciuta, appena assaggiata sui banchi di scuola.

Più rilevante, invece, il valore che assume la pratica del debate nella nostra società, spesso troppo competitiva ed inflessibile: la capacità di assumere, quando le regole lo impongono, il punto di vista opposto e provare a giustificarlo, nonostante lo sforzo, spesso immane, del saper portare avanti efficacemente un’istanza e opinione che non è necessariamente propria. Una disciplina che, però, benché si mascheri dall’arte della finzione, della persuasione e del prevalere, educa invece al rispetto e al confronto, fornendo le chiavi per un dialogo piacevole libero dalle ostilità della contesa.

Alexandra Bastari (4°ALi)

 

 

 

Alexandra Bastari 4ALi

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IL RAPPORTO MADRE-FIGLIA IN UNA STORIA ORIGINALE E SINCERA

L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato nel 2017 e vincitore del premio Campiello, è un romanzo semplice e sincero. Il titolo, alla lettera “la ritornata”, si riferisce alla protagonista, una tredicenne che da un giorno all’altro viene restituita ai genitori naturali senza una spiegazione.

Vissuta con i genitori adottivi in una situazione di benessere, dovrà adattarsi alla vita di chi al contrario vive in stato di povertà, in una famiglia numerosa, disordinata e violenta. Solo Adriana, la sorella più piccola, sarà per lei un’amica, un angelo custode, un’ancora.

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La narrazione è condotta in prima persona; la scrittura è scorrevole, presente accanto all’italiano l’uso del dialetto che accentua la differenza tra le due famiglie. Un romanzo coinvolgente, toccante, incentrato sulla complessità dei rapporti familiari visti dagli occhi di una bambina.

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Libro vivamente consigliato: offre uno spunto di riflessione sulle difficoltà che si incontrano in famiglia e sulla necessità di andare avanti a testa alta, nonostante tutto.

Francesca Sbaragli (4°ALi)

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SFIDA ALL’ULTIMO LIBRO! LA ‘CENTESIMA’ EDIZIONE DEL BOOK GAME AL LICEO MEDI!

Mercoledì 28 marzo 2018 si è tenuta presso l’aula Magna Carlo Urbani del Liceo Medi la ‘centesima’ edizione del Book Game: una competizione sul campo letterario che ha visto gareggiare le classi 1ASA , 1CSA e 1DSA.

I tre libri su cui si è disputata la gara sono stati  “Come il vento tra i mandorli” di Corasanti, “Uno studio in rosso” di Conan Doyle e “La fattoria degli animali” di Orwell, che gli alunni hanno letto integralmente e in modo autonomo prima della competizione.

A dirigere il gioco sono state le insegnanti Fiorelli, Ceccarelli e Via.

La gara comprendeva tre sfide di cui ad ognuna potevano partecipare solo due classi.

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Ogni sfida era a sua volta composta da cinque giochi, ciascuno dei quali  valeva un punteggio in base alla difficoltà della richiesta: “Parole spericolate”, “Fuori gli autori”, “Per chi suona la campana”, “Mimo” e “Domandone”.

In “Parole spericolate” le due classi rivali dovevano cercare di mettere in ordine una serie di cinque parole, riguardanti passi fondamentali dei libri letti, in base alla logica che esse avevano tra loro o alla connessione cronologica nella storia del libro.

In “Fuori gli autori” partecipavano solo cinque dei componenti della singola squadra, che si contendevano ben venticinque punti indovinando -uno alla volta- l’autore del libro citato.

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“Per chi suona la campana” è stato invece un gioco basato sulla velocità.

Due portavoci di entrambe le squadre, alla citazione di un passo di un libro non facente parte dei tre già letti, dovevano confrontarsi con la propria squadra per capire di quale libro si trattasse.

Poi dovevano correre velocemente sino a un campanellino posto su un tavolo e dire il titolo del relativo libro. La squadra che prima suonava il campanello – e che indovinava la risposta – si aggiudicava ben venti punti!

Nel “Mimo”, una persona aveva un minuto e trenta secondi di tempo per mimare con gesti e movimenti il titolo di un libro alla propria squadra, che cercava di indovinare nel minor tempo possibile.

Infine, per il valore di trenta punti, il “Domandone”: una domanda difficile e specifica di uno  dei tre libri letti.

Nella prima sfida si sono affrontate la 1CSA e la 1DSA , la classe perdente ha poi incontrato la 1ASA, mentre la vincitrice della prima è rimasta a guardare lo scontro. Infine 1ASA e 1DSA si sono battute nello scontro finale.

La vincitrice di questa ‘centesima’ edizione del Book Game è stata la 1^ASA.

Come premio….libri…uno a testa!

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Anche le altre due squadre hanno avuto un ricordo dell’esperienza: un segnalibro con la scritta “Book Game 2018”.

Forse un aspetto da migliorare per il prossimo anno è la condivisione del regalamento prima dell’inizio della gara e dell’attribuzione del punteggio che non è stata chiara per tutti: gli studenti infatti che non avevano ben capito le regole per aggiudicarsi il primo premio hanno giustamente sollevato qualche polemica.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa iniziativa, in quanto competizioni come queste di solito non vengono affrontate nelle scuole. Penso che il Book Game abbia soprattutto stimolato noi studenti a leggere, poiché  questo tipo di gare ci ha completamente “immersi” nel mondo della lettura. Ai giorni d’oggi i ragazzi preferiscono passare il loro tempo libero al cellulare e non leggendo romanzi. E’ stato infatti importante per tutti noi riavvicinarci ai libri e alla bellezza di leggere. Un altro pregio è stato quello di farci conoscere molti più autori e libri, di cui prima ignoravamo l’esistenza. Trovo dunque il Book Game un’ esperienza da ripetere ma anche da far conoscere a tutte le altre scuole superiori e medie.

Sara Manocchi

(Classe 1CSA)