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I LETTORI “OSTINATI” DEL MEDI SUL PODIO DI XANADU PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO

23 maggio 2018. Neppure il bollettino meteo che prevedeva un inarrestabile nubifragio sui colli bolognesi ha potuto fermare i prodi lettori della 2CSc e della 2ALi del nostro liceo, che, guidati e sostenuti dalle prof.sse Roberta Repaci e Cristina Fiorelli, hanno partecipato alla cerimonia conclusiva del progetto Xanadu 2017-2018 presso il Teatro Antoniano di Bologna.

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Un teatro gremito di ragazzi e di ragazze provenienti dai licei e dagli istituti tecnici di tutta Italia. Sul palco ad accoglierli gli ideatori del progetto e tre degli autori più “gettonati” di questa edizione: lo scrittore inglese Kevin Brooks, la disegnatrice Francesca Zoni e il fumettista Sergio Rossi che hanno ripercorso la loro adolescenza, consigliando i libri, i film e le canzoni che hanno accompagnato primi amori e votacci.

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A decretare il vincitore, anche quest’anno, sono stati i ragazzi che assieme ai loro insegnanti hanno letto i romanzi e le graphic novels del progetto. Il primo posto è andato ancora una volta a K. Brooks, vero maestro nel tratteggiare le “dark feelings”, i sentimenti oscuri che abitano l’animo umano e che, secondo lo scrittore, sono i più intensi e i più affascinanti. Ecco la classifica degli altri titoli che, magari, potrete leggere durante le vacanze estive: al secondo posto “Carrie” di Stephen King, al terzo “Cercando l’onda” di Christopher Vick a pari merito con “Il richiamo della foresta” di Jack London; al quarto “The Outsiders” di Susan E.Hinton.

Quinto e sesto posto rispettivamente per “Una voce dal lago” di Jennifer Donnelly e le “Le otto montagne” di Paolo Cognetti a pari merito con “The Help” di Kathryn Stockett. A seguire, dal settimo al decimo posto: “Pomodori verdi e fritti” di Fannie Flag , “L’estate del coniglio nero” di Kevin Brooks, “Color fuoco” di Jenny Valentine, “Una ragazza senza ricordi” di Frances Hardinge.

Tutti gli studenti presenti in sala si sono poi misurati in un gioco che consisteva nell’indovinare i titoli dei libri dai quali era stata tratta una frase. Grazie alla prontezza delle risposte e alle superiori capacità mnemoniche, gli accaniti lettori della 2CSc e della 2ALi sono riusciti, nonostante l’ardua competizione, a indovinare il maggior numero di titoli e quindi ad arrivare sul podio per il secondo anno consecutivo. Il progetto è stato significativo per i ragazzi: infatti la lettura offre un punto di vista unico sul panorama della vita, ma per arrivare in cima al monte occorrono una guida a cui affidarsi e tanta passione.

Caterina Arduini e Lorenzo Sartini (2CSc)

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MATEMATICA CHE PASSIONE CON LA MODELLIZZAZIONE!

Ovvero come l’astratta scienza dei numeri può diventare “creativa” e legata alla realtà

Non ne potete più della matematica? Vi hanno stancato tutti quei noiosi esercizietti per casa, dove basta solamente applicare la formuletta? Volete qualcosa di più innovativo ed efficace, che coniughi spirito creativo, senso pratico e innovazione tecnologica?

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Se è così, la modellizzazione fa proprio al caso vostro. Si tratta di un approccio “creativo” alla matematica che propone allo studente quesiti fisico-matematici che si affacciano alla vita quotidiana. In sostanza, invece di risolvere un classico problema applicando formule note e imparate a memoria, i “modellizzatori” devono affrontare una sfida legata al reale: per es. calcolare il rapporto tra la massa della torre Eiffel e quella del souvenir che la riproduce in scala ridotta per poi determinarne le variazioni di prezzo, tenendo conto dell’inflazione annua prevista dalla Banca Centrale Europea per la Francia. Il valore aggiunto di tale metodologia didattica è costituito da due componenti: l’elemento della sfida e l’aggancio alla realtà.

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Alcuni alunni della nostra scuola hanno preso parte ai corsi di preparazione e, recentemente (il 20 aprile scorso), hanno partecipato alla ottava edizione nazionale della Gara di Modellizzazione Matematica, sfidando gli studenti degli istituti di tutta Italia sui banchi dell’Università di Perugia: suddivisi in biennio e triennio, i ragazzi si sono misurati con la risoluzione e l’argomentazione di tre problemi in meno di un’ora e mezza: uno di questi chiedeva di calcolare l’aumento percentuale annuale del numero di giocatori d’azzardo in Italia in relazione ai dati delle annate precedenti, utilizzando i dati forniti dal testo.

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Nonostante qualche intoppo dovuto alla confusione dell’organizzazione, i ragazzi, accompagnati dai professori D. Riserbato e L. Tesei, hanno vissuto un’esperienza più che positiva, testimoniata anche dal terzo posto ottenuto da uno studente della 2CSa che è anche l’autore di questo articolo.

Niccolò Canullo (2CSa)

 

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MEDAGLIA D’ARGENTO PER IL MEDI ALLE OLIMPIADI NAZIONALI DEL PATRIMONIO

Il Medi è sul podio ancora una volta. Quest’anno, l’occasione per portare a casa un sudatissimo secondo posto si è presentata alle Olimpiadi del Patrimonio, giunte alla loro tredicesima edizione. Le tre studentesse del team del nostro liceo, Alison Marzi (5BLi), Alexandra Bastari (4ALi) e Asia Ventura (4ALi), si sono misurate con un lungo lavoro iniziato a dicembre con le selezioni di istituto, proseguito a febbraio con quelle regionali e conclusosi nella mattinata di martedì 8 maggio con la finale nazionale svoltasi presso il Liceo Ennio Quirino Visconti di Roma.

Il progetto, supportato dall’Anisa (Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte) promuove lo studio di tutte le discipline artistiche e la tutela del nostro patrimonio e vede una giuria composta dalle più illustri esperte d’arte, tra cui rappresentanti del MiBACT, della Galleria Borghese e dei Musei Vaticani.  Il percorso, intitolato ‘Assenti presenti’, non avrebbe conosciuto il suo successo senza però la guida dei docenti di storia dell’arte Patrizia Burattini e Marcello Mengucci e il prezioso aiuto tecnico di Mattia Russo (4BSA).
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L’obiettivo delle tre studentesse è stato quello di scoprire in che modo sia possibile stimolare la sensibilità alla legalità e dove si collocano le opere d’arte in relazione all’identità di un popolo. Per farlo, hanno raccolto interviste -tra cui al direttore della Galleria Nazionale delle Marche Peter Aufreiter e al Maggiore Carmelo Grasso Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico di Ancona- e viaggiato attraverso i luoghi simbolo dei tre più eclatanti furti avvenuti nelle Marche, nel Palazzo Ducale Urbino, il 6 febbraio del 1975: la Muta di Raffaello, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. Emblemi della nostra cultura fortunatamente recuperati l’anno successivo, ma che ci danno modo di tornare a riflettere sul significato della salvaguardia del nostro patrimonio artistico, che deve passare per tre fasi: conoscenza, esperienza e infine tutela.

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<<È solamente attraverso la conoscenza dell’arte che ci si abitua a collocarla al di fuori dei riduttivi confini dei libri scolastici, a darle un volto e un nome>> – spiega il nostro team di ragazze. Le tre vincitrici si dicono inoltre soddisfatte. <<Il nostro percorso ci ha permesso di affacciarci ancora di più sul mondo della tutela del nostro patrimonio, un mondo talmente vasto che non può essere sufficientemente approfondito nelle due ore settimanali curricolari >>.

A. Bastari, 4ALi

 

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DEBUTTO DEL MEDI ALLE OLIMPIADI REGIONALI DEL DEBATE DI ANCONA

UNA PERFORMANCE DI TUTTO RISPETTO PER UNA SQUADRA AGGUERRITA E TENACE,  TUTTA AL FEMMINILE

Il nome anglofono può fuorviare. Il debate, la new entry nelle metodologie didattiche della scuola italiana, è in realtà un retaggio del mondo classico. Ma, prima di tutto, che cos’è propriamente il debate? E’ una discussione, un vero e proprio dibattito, nel quale due squadre, composte generalmente da tre membri ciascuna, sostengono e controbattono un claim (un’affermazione), schierandosi tra i favorevoli o tra i contrari. La discussione è però limitata da una semplice regola: la posizione assunta dalle due squadre non è una scelta libera, ma assegnata da un corpo di giudici. Oggi i più decisi promotori di questa disciplina sono i paesi anglosassoni (negli USA è una materia curricolare nelle scuole), ma i primi public speaking formali si verificavano già nell’Atene del V secolo a.C., vero grande teatro dell’arte oratoria classica.

Anche in questa occasione il nostro liceo ha voluto mettersi in gioco su questo nuovo format di dialogo, con una squadra tutta al femminile (Sara Andreozzi e Alexandra Bastari della 4ALi e Consuelo Centurelli della 3BLi) che ha partecipato alle Olimpiadi regionali del Debate, tenutesi questa mattina presso l’Istituto Savoia-Benincasa di Ancona. Una competizione a cui hanno preso parte dodici istituti provenienti da tutte le Marche. Le debaters del Medi si sono misurate con un claim non facile: Il denaro investito nell’esplorazione spaziale è sempre ben speso.

 

Non ha importanza la posizione raggiunta dalla nostra squadra che, nonostante i vivi complimenti dei giudici, non avrà accesso alle finali nazionali del prossimo autunno, a cui invece parteciperà il Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Jesi in rappresentanza della regione. E’ invece non di poco conto la consapevolezza di aver brillato in una strategia formativa con cui non si è in confidenza, quasi sconosciuta, appena assaggiata sui banchi di scuola.

Più rilevante, invece, il valore che assume la pratica del debate nella nostra società, spesso troppo competitiva ed inflessibile: la capacità di assumere, quando le regole lo impongono, il punto di vista opposto e provare a giustificarlo, nonostante lo sforzo, spesso immane, del saper portare avanti efficacemente un’istanza e opinione che non è necessariamente propria. Una disciplina che, però, benché si mascheri dall’arte della finzione, della persuasione e del prevalere, educa invece al rispetto e al confronto, fornendo le chiavi per un dialogo piacevole libero dalle ostilità della contesa.

Alexandra Bastari (4°ALi)

 

 

 

Alexandra Bastari 4ALi

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IL RAPPORTO MADRE-FIGLIA IN UNA STORIA ORIGINALE E SINCERA

L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato nel 2017 e vincitore del premio Campiello, è un romanzo semplice e sincero. Il titolo, alla lettera “la ritornata”, si riferisce alla protagonista, una tredicenne che da un giorno all’altro viene restituita ai genitori naturali senza una spiegazione.

Vissuta con i genitori adottivi in una situazione di benessere, dovrà adattarsi alla vita di chi al contrario vive in stato di povertà, in una famiglia numerosa, disordinata e violenta. Solo Adriana, la sorella più piccola, sarà per lei un’amica, un angelo custode, un’ancora.

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La narrazione è condotta in prima persona; la scrittura è scorrevole, presente accanto all’italiano l’uso del dialetto che accentua la differenza tra le due famiglie. Un romanzo coinvolgente, toccante, incentrato sulla complessità dei rapporti familiari visti dagli occhi di una bambina.

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Libro vivamente consigliato: offre uno spunto di riflessione sulle difficoltà che si incontrano in famiglia e sulla necessità di andare avanti a testa alta, nonostante tutto.

Francesca Sbaragli (4°ALi)

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UN GEMELLAGGIO ALL’INSEGNA DEL “GIALLO”, DELL’ARTE E DELL’AMICIZIA

Dal 9 all’11 marzo, la 3BLi ha partecipato al convegno “La donna era in giallo” tenutosi tra Pisa e Lucca, attività che rientra nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro e che si è trasformata anche in una sorta di “gemellaggio” tra il nostro liceo e il Liceo Classico “Niccolò Machiavelli” di Lucca.

 

Un’occasione per vedere da vicino alcuni capolavori dell’arte e dell’architettura che il mondo ci invidia: la mitica Torre pendente, affiancata dalla Cattedrale e dal Battistero, monumenti che sono stati presentati da Rossano Luperoni, docente di storia dell’arte del Liceo Classico “Niccolò Machiavelli” di Lucca. Dopo la visita che si è tenuta in mattinata, i ragazzi del Medi hanno incontrato i loro “gemelli” del Liceo di Lucca, avendo così la possibilità di socializzare con le famiglie ospitanti.

La mattina del 10 è stata dedicata alla visita di Luca e dei suoi monumenti più significativi, tra i quali la Cattedrale di San Michele in Foro. Alle 14 si è finalmente entrati nel vivo del convegno. Numerosi sono stati gli interventi di importanti scrittori e professori e di studenti che, anche attraverso presentazioni con animazione e musica, hanno esplorato la figura femminile nel giallo. Dopo la consegna dei diplomi, i partecipanti al convegno e al progetto sono stati invitati alla “Cena con Delitto”.

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L’11 marzo in mattinata i ragazzi hanno assistito all’ultima parte del convegno, dedicata agli interventi di Giorgia Antonelli, Gabriele Cardone, Alessandro Maraschi e Consuelo Centurelli, che sono stati premiati con una medaglia di bronzo. Al termine dei lavori gli studenti del Medi hanno fatto ritorno a Senigallia, soddisfatti delle esperienze vissute e ansiosi di ospitare i loro partner in occasione del convegno sul giallo che si svolgerà a maggio Senigallia.

Consuelo Centurelli (3BLi)

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UNA “FUORICLASSE” DELLE LINGUE NEL NOSTRO LICEO

ROBERTA MENCHETTI DELLA 5BLI SI AGGIUDICA IL PRIMO POSTO ALL’OTTAVA EDIZIONE DEL CAMPIONATO DELLE LINGUE DI URBINO

Ha quasi diciannove anni, ma è già un orgoglio per il nostro liceo e per tutta la città di Senigallia. Con il suo <<testo dalla potente vena narrativa […] segno d’una notevole sensibilità immaginifica>>, come lo ha giudicato la commissione d’esame, è riuscita ad aggiudicarsi il primo premio di lingua spagnola al Campionato Nazionale delle Lingue di Urbino, giunto alla sua ottava edizione.

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Un campionato che valorizza  l’importanza dello studio delle lingue straniere nella nostra società multietnica e promuove solamente le eccellenze degli istituti superiori. Ma Roberta Menchetti ha i piedi ben saldi a terra e sa bene che dietro ogni vittoria c’è una buona dose di fatica, di impegno e soprattutto tanta buona volontà. Ed è pronta a tornare in pista per altre sfide. L’abbiamo incontrata ed intervistata proprio tra i corridoi del nostro istituto.

Cosa significa per te studiare le lingue? Hai mai avuto ripensamenti nella scelta del tuo indirizzo di studi? Ero orientata a studiare lingue già dalla seconda media. Con il passare degli anni, sono ancora ferma sull’idea che studiare in questo liceo è stata la scelta più giusta. Mi ha infatti permesso di sviluppare il mio approccio verso ciò che ci circonda: inizialmente ero convinta che studiare le lingue straniere significasse conoscere diverse maniere di esprimere lo stesso concetto. In realtà, in questi cinque anni, ho capito che studiarle è essenziale per partecipare attivamente in questo mondo globalizzato in cui viviamo. Ci permettono di ampliare i nostri orizzonti, abbattere le barriere dei pregiudizi e di entrare in contatto con nuove culture e diversi stili di vita anche diametralmente opposti ai nostri. Ci consentono di costruire, tassello per tassello, ogni angolo del nostro mondo.

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Come ti sei preparata per la gara? 

Da dicembre a febbraio, la mia professoressa di spagnolo, Silvia Giuliani, mi ha consigliato di leggere libri fantasy, in quanto per la prova finale avrei dovuto comporre un testo di scrittura creativa. La mia classe, invece, quest’anno si è concentrata soprattutto su temi di attualità, in vista della seconda prova dell’esame di maturità.

Hai avuto esperienze di studio o semplicemente un intercambio culturale all’estero?  

Ho partecipato ad un ministage a Nizza e ad un intercambio con un istituto di Murcia organizzato dal nostro liceo l’anno scorso.

Ti è stato utile il soggiorno a Murcia?

Sì, mi ha aiutato molto. Non avendo mai preso parte ad esperienze del genere, ero abituata, come molti, a imparare la lingua dei libri di grammatica. Sentivo che mi mancava la parte della lingua viva, quella più vera. Inoltre, grazie allo scambio ho avuto la possibilità di vivere la routine tipica di una ragazza spagnola della mia età, imparando a conoscere la cultura e le abitudini del Paese.

 

Dopo questa vittoria, stai prendendo in considerazione l’idea di andare a studiare e/o vivere all’estero in futuro?

In realtà l’idea c’è da molto tempo, da molto prima della vittoria al Campionato Nazionale delle Lingue. Mi piacerebbe continuare con il percorso linguistico qui in Italia, specializzandomi in Interpretariato, approfondendo le lingue orientali come arabo e cinese. Poi, magari, avviare la mia carriera fuori dai confini.

Come hanno reagito i tuoi familiari, amici e docenti alla notizia della vittoria?

Nei giorni delle ultime selezioni non avevo Internet con me. Quando ho ricevuto la notizia di essere arrivata terza classificata alle semifinali (prova che consisteva in un test scritto al computer e un colloquio orale) ho informato i ragazzi che dividevano l’hotel con me e i loro commenti sono stati tutti molto incoraggianti. La professoressa Giuliani, che purtroppo non ha potuto accompagnarmi, era entusiasta e mi ha consigliato di rimanere concentrata e di dare il meglio di me, certa che con la mia umiltà sarei andata avanti sia lì che nella vita.  Quando la sera della finale ho inviato a tutti la foto del primo premio, sono stata sommersa di complimenti, docenti e dirigente compresi. Ma, soprattutto, il giorno dopo la mia classe ha festeggiato la vittoria assieme a me.

Alexandra Bastari (4ALi)

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SFIDA ALL’ULTIMO DELITTO

I RAGAZZI DEL MEDI SI MISURANO CON LA NOBILE ARTE DEL RACCONTO GIALLO

Nella giornata di venerdì 23 febbraio si è svolta presso l’Aula Magna del nostro liceo la prima fase del concorso “La nobile arte del delitto” che ha coinvolto sette classi tra biennio e triennio (1ASc-1CSc-1DSc-1BLi- 2BSc-3BLi-4CSA). Promosso dall’ ISI Machiavelli di Lucca e dalla Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia, il concorso “ludico-letterario” è riservato agli studenti delle scuole superiori e prevede inizialmente una selezione locale, tra classi della stessa scuola.

Tra queste viene individuata una classe vincitrice ogni quattro partecipanti, fino ad un massimo di tre. Le classi qualificate si sfideranno poi nella finale nazionale che si svolgerà a Senigallia il 12- 15 maggio 2018.

Gli studenti che hanno aderito al concorso hanno letto i racconti gialli selezionati dal comitato “sculp.sit”. Se volete misurarvi anche voi con la nobile arte del delitto e passare del tempo in compagnia di un buon giallo d’autore, ecco i titoli scelti: Le inseparabili (Anna Catherine Green); Uno scandalo in Boemia ( Arthur Conan Doyle); Una principessa a Baker Street ( Cunnin Toil); Storia di un bell’uomo (The Chobham Affair); Trappola per topi ( Ethel Lina White); L’uomo invisibile ( Gilbert Keith Chesterton); L’ultima rosa ( Jacques Heath Futrelle); La banda maculata (Arthur Conan Doyle);Il caso Stonor (Arthur Conan Doyle).

 

Suddivise in tre gironi, le classi si sono confrontate su due dei racconti dell’elenco, misurandosi in una serie di quiz che riguardavano non soltanto trama, ambientazione e personaggi, ma anche la vita e l’opera degli autori. Quiz dai titoli molto accattivanti (SCOVA L’ERRORE, CHIEDILO A LORO, TUTTO IN TRE MINUTI, SUPERQUIZ e infine il RISCHIATUTTO) in una gara che ha appassionato moltissimo tutti i partecipanti. Non sarà un caso che tutte le sette classi sono state ammesse alla fase finale della competizione.

Martina Mariani (2BSc)

 

 

 

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GLI INSEGNAMENTI DI DANTE NEL NUOVO MILLENNIO. IL SAGGISTA FILIPPO LA PORTA SPIEGA IL SOMMO POETA AGLI STUDENTI DEL MEDI

Amato negli USA e apprezzato con una certa gelosia patriottica dagli italiani, Dante sembra non aver esaurito la sua mole di insegnamenti, ancora valida per le ultime generazioni. A dare voce ad una nuova interpretazione dell’autore fiorentino, il critico letterario Filippo La Porta in un incontro con docenti e studenti del nostro liceo nel pomeriggio di venerdì 26 gennaio.

 

Collaboratore per importanti testate giornalistiche come Il Corriere della Sera e autore di libri come Roma è una bugia (2014) e Indaffarati (2016), il noto saggista romano torna in libreria con Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio, un viaggio tra le cantiche della Divina Commedia volto a dimostrarci che sì, il sommo Poeta ha ancora qualcosa da dirci. Quella di La Porta è sempre stata una vera e propria ossessione per il problema morale. Perché agire bene sembra essere, sin dai tempi più remoti, il vero interrogativo della specie umana. La morale, per Simone Weil – più volte citata nel nuovo libro di La Porta e considerata dall’autore una delle menti più straordinarie del ventesimo secolo- è un esercizio di attenzione, proprio come guardare bene le cose e ascoltarle lo era per San Bernardo, l’ultima guida di Dante nel suo viaggio ultraterreno (<<se tu li guardi bene e se li ascolti>>). Ogni studente potrà confessare che Dante è sempre apparso invece come un moralista intransigente, un bacchettone che si scontra con il carattere bonario di noi italiani, sempre pronti ad aggiustare le cose e a scendere diplomaticamente a compromessi. <<Eppure, Alighieri>> – dice La Porta – <<formula la morale in un modo non del tutto moralistico. Per Dante fare del bene vuol dire far esistere gli altri, guardarli, ascoltarli, capirli.>>

Tutte le pene descritte nell’Inferno e nel Purgatorio sono infatti il prezzo da pagare per aver scelto di vivere nell’irrealtà. Dall’ego rigonfio dei superbi, colpevoli di aver tolto realtà agli altri nella convinzione di poter ridurre il mondo ad un deserto autoreferenziale, all’illusione del possesso degli avari, dalla rabbia degli invidiosi, incapaci di cogliere della sventura in ogni esistenza, fino ai golosi e ai lussuriosi, nella loro concentrazione unilaterale in un’unica forma di piacere annebbiante.

 

Il rischio è però sempre quello di considerare la Divina Commedia un poema religioso, in cui la pena corrisponde ad una sanzione prescritta da Dio. <<In realtà>> -spiega il saggista- <<nulla in Dante implica la fede religiosa, che oggigiorno è tremante e sempre più un affare privato. La punizione dei peccatori nella Commedia è proprio quella di vivere dentro il peccato nella loro esistenza stessa.>> Sono passati più di sette secoli, ma Dante continua ad assomigliarci: quest’uomo moderno che nella sua ascesa verso il Paradiso incespica, scivola, sviene e dorme persino, al punto che recenti studi sembrano confermare la sua narcolessia. Non fu mai <<ascetico né spiritualista>>, ma istituì un profondo legame tra la beatitudine celeste e la felicità terrena, facendo diventare amore cosmico qualunque forma di passione, anche fisica (<<ardore virtuoso>>). E, soprattutto, dando realtà, ancora una volta, al rapporto tra l’uomo e Dio, quando, nell’ultimo canto del Paradiso, quella che Dante vede riflessa in uno dei volti dei tre cerchi della Trinità è un’effigie umana, a testimoniare l’esistenza di una parte celeste nell’uomo. <<Perché la Divina Commedia>> -spiega La Porta- << è un monumento all’uomo come essere divino in modo discontinuo, e un appello ad ogni lettore a trasformarsi, a transumanare e a ricongiungersi con il bene.>>

Alessandra Bastari (IV ALi)