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INIZIARE DALLA SCUOLA PER CAPIRE LA POLITICA: L’INCONTRO CON L’ASSESSORA RAMAZZOTTI A CONCLUSIONE DEL PERCORSO “LEADERSHIP E BUON GOVERNO”

La verità è che di politica nel nostro Paese non si è mai capito un granché. Noi giovani, in particolare, facciamo fatica a stare al passo con il flusso continuo di notizie su quel che succede nei palazzi del potere, non ne capiamo le dinamiche e le conseguenze per il nostro futuro. In tutto questo il problema del rapporto tra gli studenti e la politica e degli strumenti che offre la scuola per analizzare e capire il presente non è –ahinoi- irrilevante.

Tuttavia affrontare questi temi, spesso spinosi, a scuola si può e si deve. E’ con questo spirito – tornare a parlare di politica con la P maiuscola tra i banchi – che è nato il progetto Leadership e buon governo che ha coinvolto le ragazze della 3ALi del nostro liceo sotto la supervisione della docente di lettere Cristina Esposto. L’idea di partenza è stata quella di agganciare la letteratura al presente, partire da Machiavelli e dal suo Principe per confrontarlo con il mondo reale, con i modelli di leader politici del nostro tempo, piccoli e grandi, globali e locali. Dai principi dell’Italia del ‘500 a Hilary Clinton, passando per la mitica Iron Lady, Margareth Thatcher, il percorso si è concluso con l’intervista all’assessora Ilaria Ramazzotti.

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Assessora alle politiche per lo sviluppo sostenibile, gestione dei rifiuti, nuove energie e frazioni del comune di Senigallia e insegnante di religione, la Ramazzotti, ha portato la sua voce in una classe di sole ragazze. D’obbligo, quindi, una riflessione sul posto occupato dalla donna nel mondo e nella politica –realtà nella quale raramente riveste ruoli di spicco (basti pensare alle poche sedie in rosa in Parlamento, solamente il 10 percento). Eppure, come dimenticare la celebre frase di Margaret Thatcher? If you want anything said, ask a man, if you want anything done, ask a woman, che in concreto si traduce in «sei vuoi chiacchiere, affidati ad un uomo, se vuoi risultati, affidati ad una donna».

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«Certo, perché le donne hanno affinato un’abilità in più nel corso dei secoli» ha affermato l’assessora. «La capacità di trovare una soluzione rapida senza sopraffare gli altri è una qualità tutta al femminile. Il problema è che a volte sono le donne stesse a non percepire il divario: anche loro votano gli uomini, perché presumono che siano più capaci. E’ una questione di mancanza di autoaffermazione».
Ad ostacolare ancora di più la continua lotta portata avanti da anni verso il raggiungimento della parità tra i sessi, è la legge delle quote rosa, con cui si è cercato di far raddoppiare le donne in politica e nelle aziende. «Costringere a votare le donne è un principio fondamentalmente sbagliato» – sostiene la Ramazzotti. «Si dovrebbe votare una persona in base alle sue proposte, non in base al suo genere, che a volte può essere considerato un motivo di separazione. Ecco perché le donne hanno sempre cercato di cambiare fisionomia, di sottomettere grazia e femminilità all’abilità del comando, tipica di un uomo».
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Tentare di imbrigliare il mistero della politica o conoscerne tutti i risvolti non è mai stato facile, ma si può partire cercando di definire chi è un leader politico. Il destino di una buona leadership, per Machiavelli, dipendeva dalla «verità effettuale», dalla duttilità e dall’astuzia con cui un capo di governo –un principe– reagisce agli inconvenienti. Anche la forza, la violenza e la disonestà, quando richieste, erano tollerate per il celebre scrittore fiorentino.

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«Un buon leader deve innanzitutto saper sognare e saper vedere prima di altri quello che è un bene per tutti, trovando il modo attraverso cui possa realizzarsi» – ha risposto l’assessora. «Avere un obiettivo e perseguirlo senza lasciarsi intralciare da opposizioni e contestazioni: è questo il compito di un buon politico». Nell’intervista si è anche discusso del risultato delle elezioni presidenziali americane dell’anno scorso, che hanno segnato la vittoria del repubblicano Donald Trump, che si è imposto all’attenzione per il tono apocalittico che ha accompagnato la sua campagna elettorale. «La scelta degli Stati Uniti ci ha confermato che spesso prevalgono gli aspetti concreti su quelli ideologici>> ha ammesso la Ramazzotti. »»Avere degli ideali, come li aveva e ha la Clinton, è fondamentale, ma poiché passano attraverso un sistema elettorale si deve fare in modo che diventino realtà materiale e percepibile». La ricerca della concretezza in un leader politico deve essere anche la “bussola” attraverso la quale, i cittadini aventi diritto al voto, scelgono da chi farsi rappresentare. «Nessun partito a volte rappresenterà tutti i vostri ideali di società, però è indispensabile capire quale percorso egli è in grado di fare e attuare in cui vi possiate riconoscere, anche in parte».

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E mentre tutto il mondo attende i risultati del duello presidenziale francese tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, e con essi il destino dell’intera Europa, e mentre i buoni politici si misurano nell’ardua sfida di «farsi amare dal popolo e non temere», noi giovani –ha continuato la Ramazzotti- dobbiamo prenderci cura di noi stessi e del nostro «senso di appartenenza» che, prima che al nostro Paese e alla nostra classe dirigente, si deve estendere alla nostra scuola e alla nostra città.

Alexandra Bastari (3ALi)

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