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SFIDA ALL’ULTIMO DELITTO

I RAGAZZI DEL MEDI SI MISURANO CON LA NOBILE ARTE DEL RACCONTO GIALLO

Nella giornata di venerdì 23 febbraio si è svolta presso l’Aula Magna del nostro liceo la prima fase del concorso “La nobile arte del delitto” che ha coinvolto sette classi tra biennio e triennio (1ASc-1CSc-1DSc-1BLi- 2BSc-3BLi-4CSA). Promosso dall’ ISI Machiavelli di Lucca e dalla Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia, il concorso “ludico-letterario” è riservato agli studenti delle scuole superiori e prevede inizialmente una selezione locale, tra classi della stessa scuola.

Tra queste viene individuata una classe vincitrice ogni quattro partecipanti, fino ad un massimo di tre. Le classi qualificate si sfideranno poi nella finale nazionale che si svolgerà a Senigallia il 12- 15 maggio 2018.

Gli studenti che hanno aderito al concorso hanno letto i racconti gialli selezionati dal comitato “sculp.sit”. Se volete misurarvi anche voi con la nobile arte del delitto e passare del tempo in compagnia di un buon giallo d’autore, ecco i titoli scelti: Le inseparabili (Anna Catherine Green); Uno scandalo in Boemia ( Arthur Conan Doyle); Una principessa a Baker Street ( Cunnin Toil); Storia di un bell’uomo (The Chobham Affair); Trappola per topi ( Ethel Lina White); L’uomo invisibile ( Gilbert Keith Chesterton); L’ultima rosa ( Jacques Heath Futrelle); La banda maculata (Arthur Conan Doyle);Il caso Stonor (Arthur Conan Doyle).

 

Suddivise in tre gironi, le classi si sono confrontate su due dei racconti dell’elenco, misurandosi in una serie di quiz che riguardavano non soltanto trama, ambientazione e personaggi, ma anche la vita e l’opera degli autori. Quiz dai titoli molto accattivanti (SCOVA L’ERRORE, CHIEDILO A LORO, TUTTO IN TRE MINUTI, SUPERQUIZ e infine il RISCHIATUTTO) in una gara che ha appassionato moltissimo tutti i partecipanti. Non sarà un caso che tutte le sette classi sono state ammesse alla fase finale della competizione.

Martina Mariani (2BSc)

 

 

 

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L’URLO DI PASOLINI TRA ANTICONFORMISMO E “IRRAGGIUNGIBILITA’”

Una riflessione a tutto tondo sull’intellettuale e poeta più scomodo della letteratura italiana al centro del Convegno di Scandicci (FI)  a cui hanno preso parte alcuni studenti del nostro liceo

Lo scorso 24 Novembre alcuni studenti del nostro Liceo hanno partecipato al Convegno su Pasolini (Pier Paolo Pasolini. “E’ impossibile dire che razza di urlo sia il mio”) tenutosi presso il Teatro Aurora di Scandicci (Firenze), assieme a 1000 studenti provenienti da tutta Italia. Al centro del convegno gli interventi di V. Capasa, docente di materie letterarie nei licei e collaboratore del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bari, e del poeta, scrittore, nonché professore, Davide Rondoni, fondatore e direttore del Centro di Poesia contemporanea all’Università di Bologna.

Il primo ha presentato Pasolini come un poeta che riflette nei suoi scritti su una società che sta cambiando. Secondo Pasolini l’uomo nella società borghese si civilizza perché diventa consumatore di BENI SUPREMI. L’intellettuale friulano aveva già intuito quello che sarebbe stato ed ora è, alla base della società odierna definita iperconsumistica, che si fonda sull’USA e GETTA. Capasa ha messo in evidenza un aspetto importante del pensiero di Pasolini: il Potere con la p maiuscola è quell’istituzione che ha prodotto come risultato l’UNIFORMITA’ DELLA FOLLA. La gente, le persone, la folla, i ragazzi sono omologati perché il potere lo vuole. La televisione detta la legge del comportamento di un uomo provocando una vera e propria mutazione antropologica. L’aspetto tragico è che l’omologazione si impone anche sul piano del vissuto. Gli uomini, pur essendo tutti uguali, sono costretti ad essere interiormente diversi anche se l’anima è stata pervasa da un’ARIA INVADENTE e soffocante. Pasolini però, ama FEROCEMENTE la vita e non vuole che l’amore diventi un oggetto e quindi destinato ad essere consumato. Proprio perciò Pasolini raggiunge il CONFORMISMO attraverso l’ANTICONFORMISMO. Pasolini definisce la nostalgia come un REPRESSO GEMITO, perché nella nuova era le fragilità dell’essere umano non sono ammesse tanto che non si riesce più a percepire la sacralità della vita.

Come dice Alessandro D’Avenia, essere fragili è un’arte e sono proprio i nostri limiti che ci rendono diversi. L’uomo, quindi, deve riuscire ad amare le proprie fragilità: solo così riuscirà ad amare anche la vita.

Dopo una breve pausa, ha preso la parola il poeta Davide Rondoni che ha presentato Pasolini come un genio e un pedofilo. Già da questa affermazione si può capire che il tono con cui il poeta ha affrontato Pasolini è stato provocatorio e più critico rispetto a quello del professor Capasa. Rondoni sostiene che ogni uomo sia uno SCANDALO e invita a cercare, trovare e vivere lo SPLEEN, cosa che fecero sia Leopardi che Baudelaire. Anche Pasolini riuscì a trovare e vivere il suo SPLEEN che era caratterizzato dalla CONTRADDIZIONE. La contraddizione porta squilibrio nell’animo umano ma la letteratura ci insegna che è uno degli aspetti che ha affascinato, e che ancora affascina, gli scrittori e i poeti che sono riusciti a partorire grandi capolavori. Molti intellettuali, però, credono che l’equilibrio debba essere sempre ripristinato ma, come dice Vito Mancuso, “IL COSMOS E’ IL RISULTATO DI LOGOS+CAOS”.

Pasolini credeva che la sua contraddizione potesse essere risolta attraverso lo specchio di se stesso, ma il suo narcisismo gravò sulla sua personalità tanto da rendere il suo animo frustrato e alla continua ricerca dell’IRRAGGIUNGIBILITA’ che ebbe anche risvolti di natura sessuale. Pasolini era convinto che essere molto amato medicasse alla solitudine, ma l’unica cosa che purifica il mondo e che ti guarisce dal dolore è AMARE. Pasolini ha preferito dire più IO piuttosto che qualche TU che lo hanno portato a urlare a nome di una SOLITUDINE COLLETTIVA. Dopo l’intervento del poeta Rondoni il convegno si è concluso con alcune domande degli studenti alle quali i due intellettuali hanno risposto. Penso che sia stata una bella esperienza che ci ha dato la possibilità di scoprire in profondità il pensiero di un autore come Pier Paolo Pasolini che molto spesso viene spiegato frettolosamente fra i banchi di scuola o del tutto ignorato.

Camilla Manieri, 4BSc