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IL RAPPORTO MADRE-FIGLIA IN UNA STORIA ORIGINALE E SINCERA

L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato nel 2017 e vincitore del premio Campiello, è un romanzo semplice e sincero. Il titolo, alla lettera “la ritornata”, si riferisce alla protagonista, una tredicenne che da un giorno all’altro viene restituita ai genitori naturali senza una spiegazione.

Vissuta con i genitori adottivi in una situazione di benessere, dovrà adattarsi alla vita di chi al contrario vive in stato di povertà, in una famiglia numerosa, disordinata e violenta. Solo Adriana, la sorella più piccola, sarà per lei un’amica, un angelo custode, un’ancora.

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La narrazione è condotta in prima persona; la scrittura è scorrevole, presente accanto all’italiano l’uso del dialetto che accentua la differenza tra le due famiglie. Un romanzo coinvolgente, toccante, incentrato sulla complessità dei rapporti familiari visti dagli occhi di una bambina.

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Libro vivamente consigliato: offre uno spunto di riflessione sulle difficoltà che si incontrano in famiglia e sulla necessità di andare avanti a testa alta, nonostante tutto.

Francesca Sbaragli (4°ALi)

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INVICTUS, L’INVINCIBILE. LO SPORT HA IL POTERE DI CAMBIARE IL MONDO (NELSON MANDELA)

L’assemblea studentesca è un’occasione per avvicinarsi a temi che in classe si fa fatica a toccare per mancanza di tempo o per altre ragioni. Così è stato anche il 4 novembre con la visione di  Invictus, un film di genere biografico e drammatico del 2009 prodotto negli Stati Uniti e diretto da Clint Eastwood.
La pellicola affronta un modo diverso di reagire al razzismo, ovvero con la tolleranza e il perdono. La trama si sviluppa attorno attorno agli eventi legati alla Coppa del Mondo di rugby del 1995, che si svolse in Sudafrica poco tempo dopo l’elezione di Nelson Mandela  – simbolo della lotta alla segregazione razziale – a presidente della nazione.

Mandela

Mandela, liberato dopo 27 anni di prigionia, è pronto a perdonare chi lo aveva rinchiuso per quasi trent’anni; non si vendica. Appena entrato in carica come primo Presidente di colore della nazione, si pone l’obiettivo di riappacificare la popolazione del paese e di conciliare le aspirazioni dei neri con le paure dei bianchi.
In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti degli Springboks, una squadra composta da giocatori bianchi e da africani, con la speranza che una vittoria contribuisca a rafforzare l’orgoglio della nazione e lo spirito di unità del paese. Il suo punto di riferimento per riuscire a riunire la nazione intorno alla squadra, è il  capitano François. A causa dell’apartheid, il Sud Africa era stato bandito da anni dagli eventi sportivi internazionali, quindi nessuno, né i giocatori né la popolazione, pensava di poter avere una seppur minima possibilità di vincere. Nelson Mandela prima incoraggia e sostiene il capitano, che a sua volta incita la squadra stessa a dare tutta se stessa. Ora non sono più solo una squadra di rugby, sono il destino del paese. Il successo conseguito dalla nazionale diventa simbolo del riavvicinamento tra le due anime del Sudafrica e dell’inizio di un lento processo di integrazione della popolazione di colore.

La storia non ha lasciato indifferenti gli studenti, perché la chiave narrativa dello sport è sempre molto efficace quando si tratta di lanciare messaggi importanti. Come questa frase di Nelson Mandela, che nel fil viene ripetuta più volte: “Sono il padrone del mio destino…il capitano della mia anima”.

invistus 5Un altro aspetto che ha fatto riflettere è stata la reazione di Mandela: quando venne eletto Presidente, non si vendicò con le popolazioni bianche, ma volle dare al suo paese un esempio di convivenza pacifica, di antirazzismo e di non violenza.
Mandela ha dimostrato grande saggezza nel riconciliare il Paese attraverso lo sport. Sapeva che bisognava unire tutti, trovare un modo per fare appello all’orgoglio nazionale, agendo su una delle poche cose che allora tutti avevano in comune, lo sport.  Sapeva che la popolazione bianca e la popolazione nera avrebbero dovuto lavorare come una squadra o il Paese sarebbe fallito, così con creatività ha usato lo sport come mezzo per raggiungere un buon fine. Un messaggio insomma su cui riflettere, soprattutto per la sua attualità.

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo,
ha il potere di ispirare, ha il potere di unire il popolo, come poche altre cose fanno.
(Nelson Mandela)

Anna Piazza
Classe 2B Li

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LA MATEMATICA CHE CI CIRCONDA: NON SOLO NUMERI, MA VERA FORMA D’ARTE

Fin da piccoli siamo stati abituati a vedere la matematica come un insieme di numeri, operazioni, problemi, sostanzialmente come un ostacolo difficile da superare. E’ veramente una materia così astratta e poco utile a livello di vita quotidiana? Una possibile risposta a questa domanda viene data dal film “Una magia saracena”, che alcune classi secondo hanno avuto l’opportunità di vedere in occasione della giornata del “Pi Greco Day”.

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Il film ha una trama abbastanza semplice, ma, allo stesso tempo, originale. In una società futura ed immaginaria, agli uomini è vietato ogni tipo di espressione artistica, scientifica e anche umana. Grazie alla totale digitalizzazione, imposta dallo stato, è possibile rintracciare e controllare le attività di ogni singola persona. A questa repressione totale, si contrappone un gruppo di ribelli, chiamati “foolish”, i quali, nonostante siano consapevoli di andare contro le rigide regole del regime, si ostinano a scrivere a mano, dipingere, studiare i classici e le varie scienze. I loro buoni propositi vengono messi a dura prova dall’arresto di Leonardo, il capo della rivolta, un uomo molto colto, sicuro di sé e dall’inconsueta pacatezza. Ostinato a voler diffondere i sui ideali, durante la permanenza in carcere racconta ai suoi compagni (e a tutti gli spettatori) la storia della matematica, vedendola come una vera e propria arte.

E’ qui che personaggi fondamentali quali Euclide, Pitagora, Cartesio, Fibonacci e Archimede prendono vita in situazioni strettamente legate alla quotidianità, nelle quali li vediamo sviluppare le loro teorie. Ed è proprio vedendo queste scene: Archimede alla prese con un catino d’acqua o Fibonacci che tenta di stupire la folla con dei conigli, che ci rendiamo conto che la matematica non è poi così distante dalla realtà. Anzi, è una vera e propria forma di arte che guida ognuno di noi anche nella più semplice azione. Perché come diceva Galileo Galilei :“Se l’uomo non sapesse di matematica, non si eleverebbe di un sol palmo da terra”.

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A chiudere questa giornata a tema, due momenti molto interessanti: da una parte l’intervento di una rappresentate dell’associazione “Spettacoli di Matematica”, promotrice dell’evento e della divulgazione della matematica nelle scuole, dall’altra la presentazione del progetto fotografico “Mathsfera”, volto ad analizzare gli oggetti matematici che ci circondano con occhi consapevoli e critici.

(Giovanni Casagrande 2C SC)