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CULTURE DIVERSE, NON RAZZE

Un’interessante conferenza sul tema a ottant’anni di distanza dalla triste pagina delle Leggi Razziali

A ottant’anni di distanza dalla promulgazione delle Leggi Razziali e a settanta dalla Dichiarazione dei Diritti umani, venerdì 23 novembre, si è svolta, nell’Aula Magna del nostro Liceo, una conferenza sul tema delle “razze” tenuta da Vincenzo Barucchi Caputo, docente presso l’Università  Politecnica delle Marche (UNIVPM) e da Fabio Fantini, divulgatore scientifico ANISN (Associazioni nazionale insegnanti di scienze).PHOTO-2018-11-23-16-47-34 (3)

 

In realtà, è improprio parlare di razze, perché ognuno noi, italiano, spagnolo, cinese, arabo o indiano, deriva da un solo genitore comune, spesso chiamato, in modo sbagliato “scimmia”: si tratta dei primati. Da questa prima forma, nel corso di millenni, ci si è evoluti, fino ad arrivare a quello che siamo oggi.

La nostra culla è l’Africa, da dove poi ci siamo irradiati in tutto il mondo. Posizione eretta, visione stereoscopica, pollice opponibile, piccoli ma grandi cambiamenti che ci hanno poi portato allo sviluppo celebrare e quindi alla capacità di pensare e ragionare. Le razze – come ha ribadito il prof. Fantini- non esistono e se per razza umana molti intendono colori di pelle differenti, lingue diverse, religioni diverse, questi elementi sono ben altro: si tratta di culture, che arricchiscono ognuno di noi.

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Le diversità che ci sono tra individui non devono quindi essere fonte di discriminazione e pregiudizi, esse sono un bene e valorizzano il nostro essere, unico e diverso da tanti altri.

Martina Maria e Letizia Turchi (3BSc)

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MATEMATICA CHE PASSIONE CON LA MODELLIZZAZIONE!

Ovvero come l’astratta scienza dei numeri può diventare “creativa” e legata alla realtà

Non ne potete più della matematica? Vi hanno stancato tutti quei noiosi esercizietti per casa, dove basta solamente applicare la formuletta? Volete qualcosa di più innovativo ed efficace, che coniughi spirito creativo, senso pratico e innovazione tecnologica?

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Se è così, la modellizzazione fa proprio al caso vostro. Si tratta di un approccio “creativo” alla matematica che propone allo studente quesiti fisico-matematici che si affacciano alla vita quotidiana. In sostanza, invece di risolvere un classico problema applicando formule note e imparate a memoria, i “modellizzatori” devono affrontare una sfida legata al reale: per es. calcolare il rapporto tra la massa della torre Eiffel e quella del souvenir che la riproduce in scala ridotta per poi determinarne le variazioni di prezzo, tenendo conto dell’inflazione annua prevista dalla Banca Centrale Europea per la Francia. Il valore aggiunto di tale metodologia didattica è costituito da due componenti: l’elemento della sfida e l’aggancio alla realtà.

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Alcuni alunni della nostra scuola hanno preso parte ai corsi di preparazione e, recentemente (il 20 aprile scorso), hanno partecipato alla ottava edizione nazionale della Gara di Modellizzazione Matematica, sfidando gli studenti degli istituti di tutta Italia sui banchi dell’Università di Perugia: suddivisi in biennio e triennio, i ragazzi si sono misurati con la risoluzione e l’argomentazione di tre problemi in meno di un’ora e mezza: uno di questi chiedeva di calcolare l’aumento percentuale annuale del numero di giocatori d’azzardo in Italia in relazione ai dati delle annate precedenti, utilizzando i dati forniti dal testo.

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Nonostante qualche intoppo dovuto alla confusione dell’organizzazione, i ragazzi, accompagnati dai professori D. Riserbato e L. Tesei, hanno vissuto un’esperienza più che positiva, testimoniata anche dal terzo posto ottenuto da uno studente della 2CSa che è anche l’autore di questo articolo.

Niccolò Canullo (2CSa)